Colf e badanti non conoscono crisi: posti cresciuti del 7 per cento

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
Share on whatsapp
WhatsApp

In Piemonte sale a 72mila il numero dei lavoratori del comparto, uomini in aumento per la prima volta dopo sei anni di calo

Lockdown e sanatoria fiscale spingono il lavoro regolare fra i collaboratori domestici. In Piemonte nel 2020 i contratti per colf, badanti e baby sitter sono aumentati del 7,5% rispetto al 2019: sono in tutto 72mila le persone che si occupano della cura di case, bambini e anziani. “L’aumento che vediamo in Piemonte è in linea con il trend nazionale e ritengo sia dovuto in gran parte alle restrizioni imposte dal lockdown della scorsa primavera e dalle zone rosse dei mesi successivi durante i quali molti datori di lavoro hanno regolarizzato i propri dipendenti per evitare loro problemi quando gli spostamenti erano vietati” spiega Alfredo Savia, presidente di Nuova Collaborazione, una delle associazioni che riuniscono i datori di lavoro in questo settore. Anche i dati ufficiosi dei primi mesi del 2021 ricalcano questa tendenza con la domanda in aumento e l’offerta in calo, soprattutto per quanto riguarda le persone disposte a un lavoro da convivente. “Sono sempre meno le persone che accettano di vivere sul luogo di lavoro – spiega Savia – tra gli italiani accade già da tempo, ma inizia a notarsi il fenomeno anche tra gli stranieri“. Stranieri che restano la stragrande maggioranza degli occupati in queste mansioni: sono 49.498 (dati Inps 2020) a fronte di 23.337 italiani. In crescita questi ultimi del 10% rispetto al 2019. E aumenta anche la percentuale di uomini, seppur sui numeri assoluti ancora residuale: sono 6.466 rispetto a 66.369 donne. Dalla serie storica degli ultimi sei anni il trend del numero di lavoratori domestici riscontrato nel complesso è stato decrescente fino al 2019, con un andamento simile fra maschi e femmine, che quell’anno erano all’88,6% della forza settore. Nel 2020, per la prima volta questa tendenza si è arrestata e il peso delle lavoratrici è diminuito all’87,6%, con una netta crescita dei contratti agli uomini, ancora più significativa a fronte dell’aumento complessivo degli occupati.

La crescita di questa professione va di pari passo con una sempre più pressante esigenza di formazione, sia da parte dei datori di lavoro, che chiedono personale più qualificato, sia da parte degli addetti, consapevoli dell’importanza di avere maggiori skill. Su questo fronte Nuova Collaborazione ha attivato dei corsi gratuiti (per iscritti e non) che a causa della pandemia si svolgono prevalentemente online, in grado di aprire la porta alle certificazioni professionali sempre più richieste anche in un settore, quello della collaborazione domestica, per anni governato dal lavoro nero e da competenze non verificate.

Organizziamo corsi di pulizia e cura della casa, con focus ad esempio sul guardaroba, sulla cucina; corsi per chi si deve occupare dei bambini, dalla preparazione dei pasti alle regole per uscire in sicurezza per una passeggiata, e per chi segue gli anziani, con particolare attenzione all’igiene, alla sicurezza degli spostamenti” spiega Federica Modolo, responsabile della formazione professionale, ricerca e selezione del personale per Nuova Collaborazione. Nel 2020 li hanno frequentati in 500, e quest’anno i numeri sono in linea. “Può iscriversi anche chi in questo momento non lavora, per migliorare le proprie competenze e presentarsi in maniera più completa sul mercato del lavoro – aggiunge Modolo – In alcuni casi i corsi possono essere un incentivo per chiedere la regolarizzazione, in altri danno al datore di lavoro più certezze rispetto alle qualifiche delle persone a cui affidano i propri cari”.

Fonte: La Repubblica – Torino

Altre notizie