Congedo matrimoniale colf badanti: chi lo paga e entro quando

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Il congedo matrimoniale per colf e badanti viene disciplinato nel CCNL di riferimento, in cui sono definite le modalità di esercizio del diritto all’assenza retribuita del lavoratore che si sposa.

Come è ben noto, il congedo matrimoniale rappresenta un diritto a favore di tutti i lavoratori subordinati che contraggano un matrimonio avente validità civile. Significa potersi congedare dal lavoro per un certo periodo di tempo senza per questo perdere la propria retribuzione. Naturalmente, anche colf e badanti hanno diritto al congedo matrimoniale.

Congedo matrimoniale colf e badanti nel Contratto collettivo

In Italia, il contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento è stato stipulato dai seguenti soggetti:

  • Fidaldo, Federazione Italiana Datori di Lavoro Domestico e Domina, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico come associazioni datoriali
  • Federcolf, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil come organizzazioni sindacali dei lavoratori

Tale contratto si applica a tutti gli “assistenti familiari”, ovvero colf, badanti, babysitter ed altri profili professionali riportati nel CCNL medesimo.

Di seguito, si riporta il testo della disposizione (art. 24) che stabilisce le regole in tema di matrimonio per il lavoratore:

In caso di matrimonio spetta al lavoratore un congedo retribuito di 15 giorni di calendario. Al lavoratore che usufruisca del vitto e dell’alloggio spetta, per il periodo del congedo, ove non usufruisca durante tale periodo di dette corresponsioni, il compenso sostitutivo convenzionale.
La retribuzione del congedo sarà corrisposta a presentazione della documentazione comprovante l’avvenuto matrimonio.
Il lavoratore potrà scegliere di fruire del congedo matrimoniale anche non in coincidenza con la data del matrimonio, purché entro il termine di un anno dalla stessa e sempre che il matrimonio sia contratto in costanza dello stesso rapporto di lavoro. La mancata fruizione del congedo a causa di dimissioni del lavoratore non determinerà alcun diritto alla relativa indennità sostitutiva
”.

Congedo matrimoniale: chi lo paga, durata e condizioni

A partire dal testo della norma, dunque, appare evidente che il congedo sia retribuito direttamente dal datore di lavoro. Tale periodo, inoltre, corrisponde a 15 giorni di calendario, che spesso coincidono con il periodo usato per il viaggio di nozze.

Tale congedo può essere sfruttato entro un anno dal matrimonio, a condizione che il datore di lavoro sia il medesimo. Se il rapporto lavorativo termina prima dell’utilizzo del congedo, il diritto viene meno e quindi non sarà più possibile utilizzarlo o chiedere il corrispettivo in denaro. Inoltre, è importante ricordare che il matrimonio tutelato è solamente quello con effetti civili, mentre il matrimonio religioso produce effetti giuridici solo se trascritto nei registri di stato civile.

La richiesta del congedo matrimoniale deve essere effettuata dal lavoratore – con un preavviso di almeno 6 giorni. Il congedo sarà retribuito dal datore a seguito presentazione del certificato di matrimonio. Infine, si sottolinea che le ferie non possono sostituire il congedo matrimoniale, il quale deve essere concesso dal datore di lavoro in aggiunta al periodo di riposo stabilito dalla legge.

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