Colf, badanti e baby sitter: ne servono sempre di più

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Carenza di personale e lavoro nero, quali sono i principali problemi del mondo del lavoro domestico.

Servono più badanti, colf e baby sitter nelle famiglie italiane. Da una ricerca realizzata da Assindatcolf insieme al Censis, emerge la forte necessità di allargare il decreto annuale relativo ai flussi, riservando ai lavoratori domestici delle quote dedicate per raggiungere l’Italia a scopi lavorativi. La domanda di personale è molto alta, ma si riconstra una carenza di personale, soprattutto disponibile alla convivenza. Per tali ragioni, l’esigenza di riaprire l’approdo in Italia a quote legali di immigrati si fa sempre più pressante, dopo le richieste già pervenute dai settori del turismo, dall’agricoltura e dell’edilizia.

Nel 2020, l’INPS ha censito ben 920mila lavoratori domestici regolari, dei quali circa il 70% stranieri. Tuttavia, se si tiene conto delle stime secondo cui circa 6 lavoratori domestici su 10 lavorano ancora in nero, il numero totale di lavoratori del comparto sarebbe più del doppio. All’ultima sanatoria per l’emersione del lavoro nero hanno aderito quasi 180mila persone, ma questo non basta. La carenza di personale, soprattutto, sarà resa ancora più drammatica dal fatto che oltre il 50% dei lavoratori domestici ha più di 50 anni e, mentre la popolazione anziana continua a crescere, è necessario garantire un ricambio generazionale fra gli assistenti.

A tali difficoltà si aggiunge poi il peggioramento della situazione economica nel Paese, con conseguente aumento delle difficoltà per le famiglie a sostenere le spese per badanti, colf o baby sitter. A tal proposito, Associazioni come Nuova Collaborazione sono da decenni a disposizione per aiutare le famiglie e i propri soci nella gestione del lavoro domestico, dalla regolarizzazione di eventuale lavoro sommerso fino all’assistenza su contratti e buste paga. Per maggiori informazioni, visita il sito nuovacollaborazione.com e trova la delegazione più vicina a te.

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